Metti una sera…

Metti una sera…

Execus è una società che nasce da molteplici competenze – trainers, professionisti e imprenditori esperti nel social selling, nella digital transformation e nel marketing digitale – per supportare le organizzazioni nel cogliere tutte le opportunità che l’evoluzione del digitale e dei social media stanno offrendo allo sviluppo del business. Con Execus il Digital Innovation Hub Vicenza vanta oggi una partnership a favore delle PMI della provincia di Vicenza.

Il motto di Execus? “Digital first” (Il mondo del digitale anzitutto).

Delle potenzialità di questo mondo ne abbiamo parlato con Gianni Adamoli, amministratore delegato Execus Italia, in occasione dell’evento di presentazione “Vendere su Linkedin grazie al Social Selling” di giovedì 26 settembre scorso, al Centro Congressi Confartigianato Imprese Vicenza.

Cosa significa che siete una delle tre società a livello mondiale certificate da Linkedin come “Sales Solution Approved Training Partner”? Quali caratteri avete per un simile titolo?
Undici anni fa Linkedin lanciò un progetto per trovare società, formarle e trasformarle in partner per fare formazione in altre lingue al di fuori dell’inglese. Ne scovò tre che certificò e con cui tuttora lavora. Noi siamo una di queste.

In pratica, cosa fate?
Siamo una società di consulenza e formazione che collabora con grandi e piccole realtà imprenditoriali.
In effetti Linkedin ha più vantaggi per le PMI, perché – attraverso questo strumento – possono disporre di una finestra sul mondo (permette di entrare a contatto con realtà che altrimenti non potrebbero essere raggiunte) a investimenti limitati. Per raggiungere queste PMI abbiamo un programma di affiliazione con aziende che desiderano distribuire i nostri prodotti creando una business unit al loro interno.

 

Chi si rivolge a voi?
Linkedin è un mondo orizzontale che diventa verticale. Abbiamo fatto consulenze a multinazionali, ma anche ad aule di 8 persone, con il professionista singolo o l’azienda familiare.

E quali sono le richieste a cui rispondete maggiormente?
Formazione e accompagnamento, in ugual percentuale.

Linkedin, il social professionale. Come sta cambiando il mercato del lavoro, anche dal punto di vista digitale?
Una statistica dice che i recruiter hanno trovato il 98% dei candidati attraverso Linkedin. Lo stesso Digital Innovation Hub Vicenza seleziona i candidati su Linkedin. Ma, ancora oggi, molti ragazzi non hanno il profilo.

I recruiter hanno trovato il 98% dei candidati attraverso Linkedin.

Per chi ce l’ha, quanto è importante aggiornare il profilo Linkedin da 1 a 10?
Evidentemente 10. Ma attenzione! Linkedin non va più visto come il CV online. Bisogna far comprendere “quello che si vuole fare, cosa si può offrire e in che modo lo si può offrire”. È un social-no-social: è sì un social media, ma non si troverà mai la condivisione di una foto mentre si balla sui tavoli ad Ibiza, e la gente non è lì per curiosare sulla vita personale, bensì per un interesse professionale. Si è presenti in Linkedin per fare business.

 

A chi dice che “non crede” in Linkedin, cosa rispondiamo?
Libertà assoluta. In Italia ci sono 12 milioni di profili, un terzo della popolazione. Se il target d’interesse di un’azienda o di un imprenditore è fuori da Linkedin, è ovvio che Linkedin non serve. Io ci credo molto, comunque, perché ha un grandissimo vantaggio: l’immediatezza e la facilità della relazione, abbatte tutte le barriere e permette di entrare in contatto con persone che, al di fuori del social, sarebbe impossibile raggiungere. Per esempio, cliccando un bottone, invii un messaggio al direttore generale di Fiat.

Il futuro di Linkedin?
Oggi ci sono strumenti di Linkedin totalmente sconosciuti, come Sales Navigator, sales solutions a pagamento che permettono di fare azioni meravigliose. Noi lo stiamo utilizzando solo al 25% del suo potenziale. Va scoperto sempre più. Comunque nel futuro di Linkedin vedo una continua espansione (sempre più profili), grazie alla netiquette che già lo caratterizza.

 

Metti una sera… con LinkedIN